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ELETTRICITÀ FUTURA ESCE DA CONFINDUSTRIA ENERGIA: STRAPPO SU TASSE, BOLLETTE E POLITICHE INDUSTRIALI
L’associazione delle imprese elettriche annuncia il mancato rinnovo dell’iscrizione e le dimissioni dei propri rappresentanti dagli organi della federazione. La decisione arriva dopo settimane di tensioni sul prelievo fiscale e sul tetto al gas destinato alla produzione elettrica.
Elettricità Futura lascia Confindustria Energia. L’associazione delle imprese elettriche ha annunciato il 2 novembre la decisione di non rinnovare l’iscrizione alla federazione, accompagnandola con le dimissioni dei propri rappresentanti dagli organi associativi. “Elettricità Futura ha deciso di non rinnovare l’iscrizione a Confindustria Energia. Pertanto tutti gli organi di rappresentanza di Elettricità Futura in Confindustria Energia rassegneranno le proprie dimissioni”, recita il comunicato ufficiale.
La nota non dettaglia le motivazioni, ma la rottura segue un confronto sempre più teso sulle politiche energetiche. Al centro delle contestazioni figurano il contributo fiscale richiesto al settore e il progetto di un tetto al prezzo del gas utilizzato nella generazione elettrica. Secondo la ricostruzione dell’ANSA, le imprese associate ritengono che le proprie istanze non abbiano trovato una tutela adeguata. Una valutazione ribadita il 3 novembre da Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A e vicepresidente vicario di Elettricità Futura, che ha collegato la decisione alla mancata rappresentanza delle richieste del comparto.
La questione fiscale riguarda l’accumularsi degli interventi sulle imprese energetiche. Il decreto Bollette di febbraio ha già introdotto una maggiorazione IRAP di due punti percentuali per le attività individuate dalla norma, destinando le maggiori entrate alla riduzione degli oneri elettrici per specifiche utenze non domestiche. Di fronte alle ipotesi di ulteriori prelievi nella Manovra 2027, il presidente di Elettricità Futura Salvatore Pinto aveva manifestato preoccupazione per le conseguenze sulla capacità di investimento. Nella posizione dell’associazione, una pressione fiscale crescente può ridurre le risorse disponibili e rendere meno attrattivi i progetti industriali.
L’altro fronte riguarda il meccanismo per contenere il costo del gas impiegato dalle centrali elettriche. L’obiettivo è abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, ma la compensazione riconosciuta ai produttori deve essere finanziata. Diventa quindi decisivo stabilire quali clienti ne beneficeranno e quali saranno chiamati a sostenerne il costo. Nel comunicato del 7 ottobre, Elettricità Futura aveva chiesto soprattutto di evitare nuovi oneri per i sottoscrittori di contratti a prezzo fisso. L’associazione non escludeva il meccanismo in termini assoluti, ma ne subordinava la valutazione alle modalità applicative e alla distribuzione dei benefici.
Lo strappo porta così alla luce una difficoltà di rappresentanza e una divergenza sulle risposte al…

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